I pavoniani a Brescia

La Congregazione dei Figli di Maria Immacolata (Pavoniani) nasce a Brescia nella Chiesa di San Barnaba l’8 dicembre 1847, per opera del Beato Lodovico Pavoni, sempre più orientato verso “quella porzione di umanità tanto cara al Cuore di Gesù”, cioè verso i giovani più poveri.

Sedici mesi dopo, la nuova Congregazione rimane orfana del Fondatore, deceduto a Saiano l’1 aprile 1849. Inizia così il difficoltoso cammino della travagliata storia Pavoniana delle origini.

Un gruppo generoso di Brianzoli, capitanati da don Luigi Dossi, in contatto con la Congregazione, trapianta un ramo del ceppo Pavoniano in quel di Bussolengo, diocesi di Verona. A Roma, è fondata dal Pavoniano Beato Luigi Monti la famiglia religiosa dei “Fratelli Ospitalieri dell’Immacolata Concezione”, che estende le cure agli orfani con lo spirito e il metodo del Pavoni.

Le due leggi nazionali 7 luglio 1866 (anno della terza guerra d’indipendenza): “Soppressione degli Ordini e delle Corporazioni religiose”, e 15 agosto 1867 : “Liquidazione dell’Asse ecclesiastico”, tolgono il riconoscimento di ente morale a tutti gli Ordini, Corporazioni, Congregazioni di carattere ecclesiastico e il demanio dello Stato confisca tutti i beni ecclesiastici. La chiesa di San Barnaba viene trasformata in un locale ad uso militare; al minuscolo drappello dei Pavoniani rimangono solamente il fondo di Saiano e una casetta in città, patrimonio lasciato in eredità dalla sorella del Fondatore Paolina ved. Trivellini.

I Pavoniani lasciano Brescia ma la loro eredità spirituale sarà raccolta da san Giovanni Battista Piamarta.

Nel 1869 il glorioso Istituto San Barnaba rinasce ad Ala di Trento e da Trento riprenderà il cammino: sorgono Case per “Artigianelli“a Milano, a Monza, a Trento, a Genova…

Il desiderio di tornare a Brescia è sempre più struggente; chiusi i battenti a Soncino, nel 1912 viene data ai Pavoniani una casa presso il Castello, in Via Angela Contini, ove si trasferiscono il Noviziato, lo Studentato e vengono aperte Scuole d’arti della Legatoria, tipografia, calzoleria.

Nel 1925 un’ampia superficie di dodicimila metri quadrati fu acquistata dall’Opera Templi Votivi e donata ai Pavoniani, con l’incarico di edificarvi una Chiesa votiva.

Nasce così l’Opera Pavoniana. Nella zona di sant’Eustacchio.

Pio Istituto Pavoni

“Onde essere restituiti maturi di senno e di cognizioni”

Lodovico Pavoni ha manifestato una particolare attenzione sociale verso una categoria dalle condizioni più insicure: i portatori di handicap.

Di qui il progetto di acquistare, sul colle Calvario di Saiano, chiesa, convento e campagna allo scopo di attivarvi una scuola agraria. In essa accoglierà con gioia anche i sordomuti “porzione prediletta della Comunità”, provenienti da S. Barnaba.

Nel 1866 per la soppressione delle Corporazioni religiose in tutti i territori annessi al Regno di Sardegna viene azzerata la presenza dei Pavoniani, obbligati ad abbandonare tutto, sia in Veneto sia a Brescia, anche se con risultati diversi. Nel 1874 a Brescia la Congregazione viene sciolta. Continuerà nel Tirolo italiano. L’unica opera “Pavoniana”, iniziata dal Pavoni e continuata a Brescia senza interruzione, è il “Pio Istituto Pavoni per Sordomuti”, la cui sede, dapprima a S. Barnaba, verrà trasferita in via Nicostrato Castellini nel 1924-25.

Dopo il 1874, il “Pio Istituto Pavoni” prosegue la sua vita cercando di prolungare per i giovani poveri e per i sordomuti lo spirito di carità del Pavoni. Il comune di Brescia ne diviene proprietario nel 1877.

I Pavoniani, che avevano lasciato l’Istituto nel 1874, vi ritornano nel 1920 invitati dall’Amministrazione perché in essi si riconosce la presenza del carisma di Lodovico Pavoni per i sordomuti.

Meritano speciale ricordo i Pavoniani:

Padre Faustino Moretti (1913-1952), il maestro che insegnava a parlare.

Privo a sei anni dei genitori, vittime della fatale epidemia influenzale detta “spagnola”, e dei cinque fratellini, viene accolto come orfano nel Pio Istituto Pavoni. Orfano in mezzo ad orfani ancora più orfani, perché affetti da un handicap sensoriale. Capisce le loro sofferenze e umiliazioni. Spende l’intera esistenza per i suoi “figli” sordomuti. Fà dell’Istituto una vera famiglia con scuole, fiorenti laboratori, attività sportive. (alle Olimpiadi per sordomuti a Copenhagen in Danimarca del 1949 il portiere della nazionale di calcio era Battista Lodigiani “gatto magico”). Organizza le vacanze estive degli alunni nella casa di Pezzaze, donata a suo tempo da Giovanni Soncini, Presidente del Pio Istituto dal 1902 al 1942.

Nel 1949 - primo centenario della morte di Lodovico Pavoni – si dà inizio alla costruzione della “Casa del Sordo Parlante”, di proprietà del Pio Istituto che viene gestita dall’”Ente Nazionale per la protezione e l’assistenza ai sordi” (ENS) per l’assistenza sociale e le iniziative per il tempo libero per i sordo parlanti (sport, centro culturale, ricreativo).

Sempre padre Faustino Moretti nel 1950 fonda, accanto al Pio Istituto Pavoni, la sezione bresciana dell’Ente Nazionale Sordi e il periodico «Parla».

È Presidente dell’Associazione nazionale dei sordomuti e diventa segretario dell’Ente Nazionale per la protezione dei sordomuti. Grande mecenate dell’artista Antonio Stagnoli, muore a soli 39 anni, a Brescia, il 16 agosto 1952.

Nel 1965, per la legge 1325, s’impedisce il lavoro ai minorenni e le officine del Pio Istituto pertanto vengono chiuse. Come pure la scuola.

Così nel 1978 per la Congregazione Pavoniana viene meno il motivo della sua consistente presenza e si ritira, continuando però un impegno di assistenza e di animazione nella casa del sordoparlante, dapprima con padre Mario Rusconi (1974-1982) e poi con padre Luigi Desio.

Padre Luigi Desio (1921- 2011), il tutore dei sordi nelle scuole

Nel 1952, dopo la morte di p. Faustino Moretti, p. Luigi Desio diventa direttore del Pio Istituto Pavoni, incarico che ricopre ininterrottamente fino al 1972. In questi vent’anni l’Istituto continua con slancio ad assicurare ad ogni sordo la possibilità di frequentare la scuola e di imparare un mestiere che gli dia la dignità di un lavoro. Grazie al suo aiuto, alla sua lungimiranza, alla sua instancabile fede e soprattutto, come lui ripeteva spesso, “grazie al Signore che ascolta le nostre preghiere”, il Pio Istituto Pavoni scampa il pericolo di essere inserito tra gli enti da sopprimere e gradualmente, ma in modo esponenziale, riprende le attività mettendo in campo nuove iniziative.

Nel 1985 p. Desio promuove l’Associazione genitori dei sordi bresciani.

Anche l’assistenza prende nuovo sviluppo con la celebrazione della “Giornata del sordoparlante”, con la pubblicazione dal 1986 della “Voce del Sordoparlante”, con la fondazione del Centro culturale intitolato ad Angela Folonari Cereghin.

Nel 1991 si avviano nuove iniziative a favore dei sordi, prima (iniziative di sostegno alle famiglie con bimbo sordo da 0 a 3 anni) e dopo la scuola dell’obbligo, già operante presso la Scuola Audiofonetica di Mompiano. Si dispongono ore pomeridiane di lezione per sordi iscritti alle scuole normali, con difficoltà di apprendimento; incontri estivi per assistenza scolastica durante le vacanze guidati da insegnanti specializzati.

Nel 1993 inizia l’ “Inserimento e integrazione dei sordi nella scuola secondaria superiore”.

Il servizio educativo verso i sordi sta a cuore alla Congregazione Pavoniana, che ha continuato e continuerà ad appoggiare a livello pastorale questa istituzione, che ha fatto parte in modo significativo della propria storia.

P. Desio, trasferito a Genova, si spegne nel 2011.

L’eredità del Pio Istituto Pavoni continua anche, per iniziativa della Congregazione, nel centro per audiolesi che è stato inaugurato nel 1974 a Brasilia, dedicato a Lodovico Pavoni. I Pavoniani operano in favore dei sordi anche in un’altra città del Brasile, a Patos de Minas, e hanno avviato un analogo intervento in Burkina Faso.