La chiesetta della purità

Conosciuta anche come "chiesa dei Borra", dal nome della devota famiglia alla quale si deve un altro oratorio, in Val Tavareda.

Originaria di Ono Degno e benestante, la famiglia di Giovan Battista Borra ha dato alla chiesa due sacerdoti "uno fu parroco a Sarezzo, l'altro fu il famoso padre Domenico Serafino Borra, dottore in teologia ia Roma (1) al quale, nel 1626, si deve il trasporto dei resti mortali dei 55. Martiri Felice e Beatrice nel Santuario di Ono Degno, dove egli stesso fu poi sepolto.

La devozione e la munificenza dei Borra si sono manifestate anche con il lascito a favore degli abitanti del paese d'origine, dopo che le vicende della vita hanno condotto Antonio e Giovan Battista a Brescia, in Val Tavareda distretto di S. Francesco di Paola. Qui fecero eseguire, con qualche modificazione, una copia della loro Madonna e la collocarono nella cappella (probabilmente già esistente e dedicata alla Madonna della Mercede) della loro proprietà (2). Proprietà lasciata verso il 1750 per trasferirsi a S. Eustacchio, presso l'odierna via Filippo Corridoni. Anche nella nuova residenza i Borra si adoperarono per l'erezione di una chiesetta, ancora oggi esistente.

Dice infatti l'iscrizione Incisa nell'architrave del marmoreo ingresso:

PURITATI INTEGERRIMAE

DEIPARAE VIRGINIS MARlAE

DICAVIT JO: BAPT. BORRA

ANNO MDCCLVIII

Qui insediarono la sacra immagine, trasportatavi dalla precedente cappella. E' noto anche il giorno del trasferimento perchè un cartiglio nel verso del dipinto ricorda che il 26 luglio 1758 giorno di S. Anna, si fece la traslazione processionalmente e con onore e decoro fu qui deposto a sua maggior gloria in questo oratorio dedicato alla Santissima sua Purità (3).

Vicini studi rettificano alcune precedenti notizie circa l'origine del dipinto soprattutto le danno più nobile nascita e inedito valore artistico: s'è visto che era ritenuto copia voluta dal Borra dell'originale esistente nel santuario di Ono Degno, ma Gaetano Panazza l'attribuisce con certezza a Vincenzo Foppa. Dice infatti l'insigne studioso che la tavoletta, di m. 0.48x0.38, ha subito in passato qualche restauro, soprattutto nella mano sinistra della Vergine e alle gambe del Bambino, ed è molto sporca, ma nel suo insieme è ancora in buono stato e restaurabile. Veramente (foppesca è la composizione con le due figure della Madre e del figlio così intimamente collegate, così umanamente sentite, con quella tenda che fa da sfondo, ma che lascia scorgere verso sinistra un paesaggio fra i più deliziosi del Maestro ... (5).

Estesa e documentata la illustrazione fatta, l'autore prospetta quindi l'ipotesi che la Madonna della Collezione Johnson di Philadelfia possa essere copia della tavoletta bresciana.

Meritava dunque soffermarsi su questo venerato dipinto, perchè appare davvero raro gioiello, incastonato com'è sopra l'altare di una umile chiesuola di periferia.

E incastonata lo è davvero l'Immagine, al centro di settecentesca tela raffigurante i SS. Giovanni Battista e Antonio (i nomi stessi dei fratelli Borra) che la fiancheggiano in atto di adorazione. Bella anche la sottile cornice dorata, restaurata dalla ditta Poisa nel 1987.

L'esterno della chiesa, con tetto a capanna sormontato da campanile a vela svettante oltre la trabeazione, lascia intuire la quadrangolare forma della sala, custodita con amore dal sacrestano signor Giuseppe Longhi, personaggio notissimo che ricordiamo attivo quando, negli anni giovanili, frequentavamo l'oratorio della Pace.

D'epoca e discretamente conservate le lievi decorazioni della volta a botte, dove si evidenzia il centrale simbolo del Padreterno penetrante sfumata nuvoletta; così come in lontanante biancore sono le due medaglie con l'invocazione alla Madre purissima lungo l'imposta del soffitto.

Nel 1857 la chiesa della Purità di Maria passa in proprietà dei Gelmetti di Pozzolengo, poi dei Ronchi, dei Duina (1890) fino ai fratelli Fenni (6) con i quali si giunge al 1985, quindi alla famiglia Cena 1987. Pur nel susseguirsi delle diverse possessioni, mai è venuta a mancare nel tempietto di via Corridoni la presenza dell'officiante; nel 1890 ad esempio si forma fra gli abitanti apposita commissione e sempre generose sono state le oblazioni. Proprio per la fervorosa insistenza dei devoti alla Madonna della Purità "il 2 marzo 1904 il vescovo di Brescia mons. Giacomo Coma Pellegrini concede l'erezione della Via Crucis'' (7).

A tutt'oggi gli abitanti di S. Eustacchio, ma anche quelli dì borgo Trento, numerosi assistono alla messa feriale della sera, e quelle celebrate nei dì di festa.

Ulteriori immagini e note relative alla chiesetta dei Borra sono reperibili in alcuni servizi giornalistici apparsi ricorrendo il bicentenario della edificazione (8), oppure evocativi (9-10) o, in un opuscolo celebrativo (11), nell'Enciclopedia Bresciana (12), nelle annuali guide della Diocesi-(13-14), soprattutto in un lontano studio, primo esaustivo (15), al quale fanno riferimento i successivi e lo stesso più volle citato del dr, Gaetano Panazza. A integrazione del presente testo, da tempo compiuto, si segnala la voce: Maria della Purità in "Enciclopedia bresciana", VoI. VIII, 1991, p. 236.

Note

1 PARROCCHIA DI S. MARIA IMMACOLATA: 1757-1957. Presenze materne, 1957.

2 PARROCCHIA DI S. MARIA IMMACOLATA: 1757-1957. Presenze materne, 1957.

3 A.FAPPANI, I Santuari, Vol. I, 1972, p. 122

4 G.PANAZZA, Dipinti bresciani inediti, vol. II, 1962, pp. 429-432

5 G.PANAZZA, Dipinti bresciani inediti, vol. II, 1962, p. 431

6 A.FAPPANI, I Santuari, Vol. I, 1972, p. 113

7 A.FAPPANI, I Santuari, Vol. I, 1972, p. 113

8 “L’Italia”, 15 ottobre 1957, Trionfo Mariano. In una ricorrenza bicentenaria di S.Eustacchio

9 R.LONATI, Il Collegio di S.Eustacchio, 28 novembre 1971

10 R.LONATI, Secoli di vita, 7 novembre 1975

11 CHIESA DELLA IMMACOLATA, Cinquantesimo, 1979, p. 27

12 A.FAPPANI, Borra, “Enciclopedia”, Vol. I, s.i.a. (1977), pp. 237, 238

13 DIOCESI DI BRESCIA, Guida, 1974

14 DIOCESI DI BRESCIA, Guida, 1987, p. 146

15 G.B.NICLI, Una pagina di storia, 1937, pp. 3-7